Le sedi

Due suggestive sedi accolgono i dipinti di Monet: Villa Regina Margherita a Bordighera e il Castello Doria di Dolceacqua. Luoghi “fiabeschi”, dove Monet rimase affascinato dai paesaggi, dall’intensità dei colori e dalla meravigliosa luce.

Bordighera
Villa Regina Margherita

Villa Regina Margherita a Bordighera riapre in occasione di questa mostra con un suggestivo allestimento. Ospita l’opera “Vallée de Sasso, effet de soleil”, in prestito dal Musée Marmottan Monet di Parigi.

Bordighera fu la prima tappa del viaggio di Claude Monet in Riviera. Per Monet, Bordighera è "uno dei luoghi più belli che abbiamo visto (…)”; così confessa al suo mercante d’arte Paul Durand-Ruel.
Soggetto principe dell’opera sono le palme, avvolte da una natura lussureggiante. Il processo di immersione dell’artista nella natura è totale. “Queste palme mi fanno dannare, e poi i motivi sono estremamente difficili da riprodurre, da trasferire sulla tela; è tanto folto dappertutto; è delizioso da vedere…”. Così scriveva ad Alice Hoschedé, sua seconda moglie.

Da questo “paese fiabesco”, come lui stesso definisce Bordighera, Monet rimase affascinato. Era quasi ipnotizzato dai paesaggi, dall’intensità dei colori mediterranei e dalla varietà della vegetazione. “Vallée de Sasso, effet de soleil” restituisce la fatica, il timore e la ferrea volontà di imprimere su tela la meraviglia di quella luce magica.

Dolceacqua
Castello Doria

Il Castello Doria a Dolceacqua è la sede espositiva di altri due capolavori prodotti dall’artista nel suo soggiorno in Riviera:
- “Le Château de Dolceacqua”, in prestito dal Musée Marmottan Monet di Parigi
- “Monte Carlo vu de Roquebrune”, dalla Collezione Privata di S.A.S. il Principe Alberto II di Monaco

Da Bordighera, Monet, in una ventosa giornata di febbraio, sale a Dolceacqua, già oggetto di una gita la domenica precedente. “Il ponte è adorabile ed ero tranquillo e al caldo come in agosto, andrò dunque là finché durerà il vento, in modo da non perdere tempo e non tormentarmi”.
Il Castello di Dolceacqua sovrasta la parte più antica di questo borgo ligure e, insieme al sottostante Ponte Vecchio dalla caratteristica forma arcuata, rappresenta ancora oggi quel paesaggio da cartolina così ben raccontato da “Le Château de Dolceacqua”.

Percorso di visita

In entrambi i luoghi dell’esposizione, oggetto di un allestimento complementare, è proposto un percorso espositivo, fotografico, documentario e multimediale che illustra l’esperienza dell’artista nel suo viaggio e nel suo soggiorno in Riviera.
Allo stesso tempo sono presentate la vita e l’immagine dei due siti di Bordighera e di Dolceacqua, attraverso i dipinti della Collezione Civica di Bordighera e le preziose immagini fotografiche del tempo.